Veneto Film Commission

Questa è la versione grafica di questo sito.  Passa alla versione accessibile

Condividi

Posizione

Visualizza articoli per tag: Verona

ANFITEATRO ARENA Incastonato in Piazza Bra, l'anfiteatro di Verona fu costruito nella prima metà del I sec. d.C., tra la fine dell'Impero di Augusto e quella dell'Impero di Claudio. Terzo anfiteatro più grande d'Italia dopo il Colosseo e l'anfiteatro di Capua, ha forma ellittica, per consentire un'acustica perfetta da tutti i punti e accogliere un gran numero di spettatori. Il più solenne monumento di Verona romana, con vari ordini di gradinate e, al centro, un'area o arena per gli spettacoli di gladiatori, di combattimenti con belve od altre manifestazioni di carattere popolare, è stato costruito con blocchi di marmo ben squadrati, nel I secolo d.C., cioè tra la fine dell'impero di Augusto e quella dell'impero di Claudio. Dei monumenti di tal genere è tra i meglio conservati. L'anfiteatro è costituito da tre cinte concentriche: della prima esterna ci rimane solamente quella parte, che è comunemente chiamata "Ala" (il resto dell'anello esterno è crollato a causa del terremoto del 1117) : questa era composta di 72 pilastri corrispondenti ad altrettante arcate, con semicolonne di ordine tuscanico. La cavea si regge su camere e gallerie anulari. Le gradinate dell'anfiteatro, raggiungibili da 64 vomitorium, sono tutti in marmo veronese. Sotto il piano della platea si trovano gallerie, anditi e passaggi che un tempo servivano ed in parte servono ancora, per il complesso funzionamento dell'anfiteatro.

Dettagli

  • Periodo storico Epoca romana
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Piazza Bra
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Anfiteatri e Arene

Le Arche scaligere sono un monumentale complesso funerario in stile gotico della famiglia degli Scaligeri destinate a contenere le arche (tombe) dei più illustri rappresentanti della casata.Le tombe sono racchiuse da un recinto in ferro battuto in cui ricorre il motivo della scala, simbolo della casata, mentre i sarcofagi si trovano a terra o su piani rialzati. L'arca di Cangrande I Della Scala, posta sopra il portale della chiesa, è la prima delle tombe ad essere stata costruita, nel XIV secolo, per volontà dello stesso defunto. A realizzarla fu lo stesso progettista di S. Anastasia che progettò un tabernacolo gotico, retto da cani solennemente bardati; sul coperchio si trova la statua distesa del defunto, mentre i lati sono ornati da altorilievi a soggetto religioso e da bassorilievi a tema militare. Sulla sommità del baldacchino si trova una copia della statua equestre di Cangrande I, il cui originale è conservato al Museo di Castelvecchio dal 1921 insieme al corredo funerario.L'arca di Mastino II, iniziata nel 1345, subì numerose modifiche progettuali nel corso degli anni: originariamente era dipinta e dorata, cinta da una cancellata ai cui angoli si trovano quattro statue delle Virtù. Le facce dell'urna sono ornate da motivi religiosi e, sul coperchio, si trova la statua di Mastino II distesa, vegliata da due angeli. Il baldacchino è ad archi trilobati e presenta sul frontone altorilievi a soggetto religioso, cui fa da contrappunto la statua equestre di Mastino II, attualmente sostituita da una copia, mentre l'originale si trova da non molti anni nella torre dell'orologio di Castelvecchio.L'arca di Cansignorio, risalente al1375, è la più riccamente decorata. Progettate da Bonino da Campione, le sculture raffigurano santi guerrieri, personaggi dei Vangeli, Virtù ed Apostoli, oltre alla grande statua equestre di Cansignorio.Il sarcofago di Alberto I, realizzato nel 1301 e riccamente scolpito. L'arca pensile di Giovanni della Scala, opera di opera di Andriolo de' Santi che la terminò nel 1359 presso la chiesa di S. Fermo Maggiore, dove rimase fino al 1400.

Dettagli

  • Periodo storico Epoca medievale
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Via Santa Maria Antica, 4
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Cimiteri e tombe

In una piccola area verde affacciata sull'Adige si erge questa costruzione del I sec. d.C., dell'architetto romano Lucio Vitruvio Cerdone; la firma dell'autore sul monumento, fenomeno molto raro in età classica, è uno degli aspetti che hanno reso famoso l'arco che fu costruito per celebrare una delle famiglie più importanti della Verona romana, la gens Gavia. In origine era posto sulla via Postumia, poco distante dall'attuale Torre dell'Orologio (la collocazione originaria è riconoscibile per la segnalazione, sul selciato, della posizione delle basi dei pilastri). Nel 1805, durante l'occupazione napoleonica, i francesi ne decisero la demolizione, perché ritenevano l'arco d'intralcio al traffico. Fu ricomposto nel 1932 con i blocchi originali. In calcare bianco locale, presenta una struttura a quattro fronti, i cui due principali erano rivolti verso la via Postumia. L'arco è ad unico fornice incorniciato da colonne corinzie e da un timpano triangolare; il soffitto interno è a cassettoni e presenta una testa di Medusa. Nelle nicchie sui frontoni principali si trovavano statue raffiguranti alcuni membri della famiglia dei Gavi. Sotto l'arco è stato posto un tratto di strada romana, in basalto nero, che reca i segni del passaggio di carri

Dettagli

  • Periodo storico Epoca romana
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Arco dei Gavi
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Archi e portali

A causa del rilevante ruolo strategico militare di Verona (collocazione geografica privilegiata, all'incrocio di fondamentali vie di comunicazione), tra il 1864 e il 1861 gli austriaci costruirono l'arsenale dedicato a Francesco Giuseppe I, opera di un più generale processo d'adeguamento delle strutture militari urbane che doveva trasformare la città nella principale fortificazione permanente del Lombardo-Veneto (nello stesso periodo venne edificato Castel S. Pietro). Anche dopo l'annessione del Veneto al Regno d'Italia (1866) e fino all'ultima guerra, il complesso è stato utilizzato dalle autorità a scopo militare. La costruzione, situata su un vasto e verdeggiante tratto di pianura, è costituita da nove edifici in stile illuminista, separati da cortili, strade e piazzali e circondati da un muro di cinta continuo e isolato. Nel 1995 l'Arsenale è stato ceduto al Comune di Verona.

Dettagli

  • Periodo storico Ottocento
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Piazza Arsenale
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Arsenali militari

L'edificio, risalente al XIII sec., fu a lungo proprietà della famiglia Cappello, il cui stemma è scolpito sull'arco interno del cortile. L'identificazione dei Cappello con i Capuleti ha dato origine alla convinzione che lì sorgesse la casa di Giulietta, eroina della tragedia di Shakespeare. La dimora medievale restaurata pittorescamente da Antonio Avena a metà degli anni '30, è stata nel recente passato adibita a mostre temporanee. L'edificio presenta una bella facciata interna in mattoni a vista, un portale in stile gotico, finestre trilobate, una balaustra che mette in comunicazione dall'esterno i vari corpi della casa e, ovviamente, il famoso balcone. All'interno sono esposti arredi del XVI-XVII sec., affreschi relativi alle vicende di Romeo e Giulietta e ceramiche rinascimentali veronesi. Le sale dell'ultimo piano sono coperte da un soffitto ligneo trilobato, con cassettoni dipinti d'azzurro e stelle dorate. Nel cortile è collocata la statua in bronzo di Giulietta, opera dello scultore Nereo Costantini.

Dettagli

  • Periodo storico Epoca medievale
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Via Cappello 23
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Palazzi

Edificato alla fine del '300 (durante il breve periodo del dominio visconteo) e unito nel 1450 al sistema di mura medievali, nel 1801 le truppe napoleoniche ne cominciarono la demolizione, portata a termine dagli austriaci che vi costruirono una caserma fortificata (1854). Resti del castello visconteo e delle mura medievali sono ancora visibili. A dispetto del degrado dell'edificio, dalla terrazza antistante il castello che sovrasta l'area archeologica del , di cui era in origine l'ultimo terrazzamento si può godere di un panorama incomparabile sulla città.

Dettagli

  • Periodo storico Epoca medievale
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Castel San Pietro
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Castelli e torri

Maniero scaligero voluto da Cangrande II, fu costruito nel 1354-57 su preesistenti fortificazioni. Aveva funzione di residenza signorile, ma anche di presidio difensivo sia verso attacchi dalla città sia verso il ponte che consentiva il collegamento con la strada per il Tirolo. Presenta due nuclei, divisi da un tratto delle mura duecentesche e sette torri perimetrali; il nucleo di destra racchiude il cortile maggiore, con la piazza d'armi; il nucleo di sinistra era la vera e propria reggia scaligera, con cortile più stretto e doppia cinta muraria. Al centro, l'alta Torre del Mastio (1375), da cui si accede al sull'Adige. Dopo la caduta degli Scaligeri fu utilizzato come deposito d'armi dai veneziani e nel '700 ospitò l'Accademia Militare della Serenissima; in seguito, sotto il dominio francese e quello austriaco, venne utilizzato come caserma. Nel 1923 fu avviato un radicale restauro che smantellò i caratteri militari del monumento, con l'inserimento di elementi architettonici tardogotici e rinascimentali di reimpiego e il ripristino delle merlature e delle coperture delle torri (eliminate in epoca napoleonica). Nel 1928 diventò sede del . Nel 1943 ospitò l'assemblea che diede vita alla Repubblica di Salò e vi fu celebrato il processo che condannò a morte i gerarchi fascisti che avevano deposto Mussolini (fra cui il genero di questi, Galeazzo Ciano). Danneggiato dai bombardamenti, rimase vuoto per una decina d'anni. Nel 1957 l'arch. Carlo Scarpa e il direttore del Museo, Licisco Magagnato, avviarono una radicale opera di ristrutturazione e riallestimento museale; i lavori, terminati nel 1964, riportarono alla luce l'antica Porta del Morbio che si apriva nella cinta muraria del XII sec.

Dettagli

  • Periodo storico Epoca medievale
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Corso Castelvecchio 2
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Castelli e torri

Città con oltre due millenni di storia, è oggi il secondo centro del Veneto per vivacità e consistenza delle sue attività economiche ed è una frequentata meta turistica internazionale. Le dolci anse dell'Adige che l'attraversano e le colline che la cingono dal lato settentrionale ne determinano la bellezza e l'armonia paesaggistica. Favorita dalla sua collocazione geografica, essa aveva probabilmente già un suo nucleo reto-etrusco ed euganeo, ma le prime notizie certe risalgono al IV secolo a.C.. In epoca romana fu un centro politico e commerciale di prima grandezza, di cui oggi rimangono tracce fastose, dall'   al  , dall'  a  , dall'area archeologica di   a quella degli   .  Quest'ultima zona, situata al centro della città, a due passi da  , è divenuta durante il Medioevo sede del potere politico e amministrativo, ed in essa si trovano armoniosamente accostate o fuse insieme le vestigia di epoche diverse: dai resti romani ai grandi palazzi del Sette-Ottocento, passando attraverso l'architettura medievale, quella fiorita sotto la signoria degli Scaligeri, quella rinascimentale.  Tratto interessante e meno conosciuto sono le antiche mura della città, delle quali si conservano ancora cospicue porzioni in ottimo stato; presenti in perimetri via via più estesi a seconda dell'epoca della costruzione, conferiscono un aspetto particolare alla città e ci permettono di ricostruirne la storia. Se delle due cinte successive erette dai Romani rimane ben poco (solamente un breve tratto della prima lungo l'attuale via Diaz, e una parete delle "Mura di Galieno", presso l'Arena), le mura comunali tra Castelvecchio e Ponte Aleardi, ricostruite dopo l'inondazione del 1239, sono ancora in ottimo stato. Il perimetro fatto erigere dalla signoria scaligera, concluso nel gennaio 1325, che racchiudeva un'area di 450 ettari, fu sostanzialmente confermato dai Veneziani nel Cinquecento e così pure nell'Ottocento dagli Austriaci, che fecero di Verona una delle quattro città fortificate del quadrilatero.  Le porte monumentali, le mura (in ottimo stato di conservazione per ampi tratti) e le fortificazioni, alcune ancora oggi in buone condizioni, testimoniano l'importanza strategica della città, ben difesa dalle aggressioni esterne. Verona, da sempre, è anche cultura: numerose istituzioni, quali la   e la   (il cui Scriptorium era attivo già dal VI secolo d.C.), l'Accademia Filarmonica (la più antica del mondo) e la  , la    e l'antica    , l'   ed il    ne mantengono intatta la vivacità culturale. E numerosi sono sempre stati i suoi visitatori, alcuni dei quali illustri, come Dante, Mozart, Goethe, Ruskin. Verona attira ancora oggi ospiti da tutto il mondo con la sua Arena, con il mito di Giulietta e Romeo, con la sua raffinata bellezza.

Dettagli

  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Verona

La basilica, una delle costruzioni religiose più significative di Verona, è composta da due edifici sovrapposti, ma connessi. La chiesa inferiore fu eretta dai Benedettini tra il 1065 e il 1143, sui resti di un antico sacello dedicato ai SS. Fermo e Rustico; la chiesa superiore, coeva a quella inferiore, fu riedificata in stile gotico nel XIV sec., ad opera dei Francescani che erano subentrati ai monaci precedenti nel 1260. La facciata gotica (ultimata nel 1350 circa) è divisa in due da una galleria d'archetti in parte cieca. La parte inferiore è in tufo e appartiene all'antica chiesa romanica; quella superiore presenta un rivestimento murario a fasce alternate di tufo e cotto, su cui si aprono quattro strette e alte monofore trilobate, sormontate da una trifora tra due loculi. Il portale romanico alla sommità della scalinata ha profonda strombatura a cordoni multipli; nella lunetta è collocata una statua di S. Francesco, del XV sec. La porta bronzea di Luciano Minguzzi è moderna (1984-88). Il bel portale laterale ad arco acuto e marmi policromi (1363) è decorato da sculture del XIV e XV sec. ed è preceduto da un ampio protiro del XV sec. Spettacolare è il complesso absidale, affacciato su un giardinetto nei pressi dell'Adige. Le due absidi laterali semicircolari, ornate da esili lesene, sono romaniche; l'abside centrale poligonale si innalza su base romanica, ma presenta forme gotiche, con contrafforti coronati da guglie e frontoni. Il massiccio campanile a cuspide, del XIII sec., presenta una cella campanaria con trifore e capitelli romanici. L'interno della chiesa superiore è ad un'unica ampia navata a croce latina, con altari laterali e cinque absidi ed è coperto da un prezioso soffitto ligneo carenato del 1314. Le pareti e le cappelle sono ornate da numerosissimi elementi decorativi. Notevole il ricco pulpito della fine del '300, in marmi policromi con cuspide in legno dipinto. Numerose sono le opere pittoriche che vanno dal XIII sec. al XVII sec.; tra le altre: il frammento dell'affresco con angeli musicanti di Stefano da Zevio, vari dipinti di Domenico Brusasorci, la pala Maria e i santi di Giovan Francesco Caroto, l'affresco della Crocifissione attribuito a Turone, ma anche le opere di Francesco Torbido, di Battista del Moro, di Lorenzo Veneziano, di Liberale da Verona e di Alessandro Turchi (l'Orbetto). Le opere scultoree che arricchiscono l'interno appartengono ai secoli XIII-XVI. Sono presenti alcune sculture giovanili di Michele Sanmicheli e un altare che riprende la struttura dell'arco trionfale, sempre dello stesso autore. Ma l'opera più spettacolare è il monumento Brenzoni (1427-39) capolavoro di scultura e pittura tardogotica. Il sarcofago è sospeso sulla parete tramite un supporto di finte rocce ed è circondato da statue raffiguranti la Resurrezione di Cristo di Nanni di Bartolo. Sullo sfondo del monumento, il dipinto dell'Annunciazione di Pisanello, sopra cui si trovano gli affreschi di S. Michele e S. Raffaele, sempre di Pisanello. Dal transetto, si passa al chiostro romanico (con frammenti scultorei di varie epoche), da cui si accede alla chiesa inferiore, edificio romanico a croce latina con 3 navate, sostenute da numerosi pilastri (con capitelli medievali); alle pareti e sui pilastri, interessanti affreschi del XI-XIII sec.

Dettagli

  • Periodo storico Epoca medievale
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Via San Fermo
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Chiese

Fondato come monastero dei Benedettini nel 1046, fu completamente rinnovato in forme rinascimentali dopo che il cenobio fu ceduto alla congregazione di S. Giorgio in Alga, nel 1441. L'edificio è dominato dalla grande cupola di Michele Sanmicheli, per la cui realizzazione fu mozzata la torre romanica in tufo, sul fianco della chiesa. La facciata in marmo bianco è a due ordini e presenta nicchie con statue di santi. L'interno è a navata unica, fiancheggiata da cappelle cinquecentesche. Di grande pregio le opere pittoriche qui conservate. Oltre ai dipinti di Domenico Tintoretto, Domenico e Felice Brusasorci, Bernardino India, Giovan Francesco e Francesco Caroto, Paolo Farinati e Moretto da Brescia, sono da segnalare il Battesimo di Cristo di Jacopo Tintoretto, le portelle dell'organo dipinte da Girolamo Romanino e la Sacra Conversazione di Girolamo dai Libri. Nell'abside, l'altare di scuola sanmicheliana inquadra lo splendido Martirio di S. Giorgio, capolavoro di Paolo Veronese, la sua più grande e bella opera conservata a Verona.

Dettagli

  • Periodo storico Quattrocento
  • Provincia Verona
  • Comune Verona
  • Indirizzo Piazzetta San Giorgio, 3
  • Film Commission di riferimento Verona Film Commission
Pubblicato in Chiese
Pagina 1 di 3

Nostri riferimenti

REGIONE DEL VENETO
Direzione Attività Culturali e Spettacolo
Ufficio Cinema e Film Commission

Indirizzo: Cannaregio, 168
30121 VENEZIA
Tel:
+(39) 041 2792604
Fax:
+(39) 041 2792794
Email:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sitoweb:
www.venetofilmcommission.it

Seguici su Facebook Seguici fu Facebook