Veneto Film Commission

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La palladiana Loggia dei conti Valmarana si affaccia sull'acqua della Seriola che attraversa il giardino omonimo. Il parco, ora di proprietà comunale, venne aperto sin dal 1592 al pubblico per volontà del proprietario Leonardo Valmarana. Un tempo era strutturato secondo gli schemi geometrici del giardino all'italiana come testimoniano varie fonti tra cui un'incisione settecentesca di Cristoforo Dall'Acqua. La loggia esastila di ordine dorico è coronata da un frontone triangolare.
E' un pregevole esempio di fabbrica realizzata da un artista attento all'insegnamento di Andrea Palladio e, sembra, dallo stesso Leonardo Valmarana. Sul lato occidentale del giardino si eleva dall'acqua una seconda loggia ideata da Baldassare Longhena nel XVII secolo ed un tempo ornata di statue di Orazio Marinali.

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  • Periodo storico Cinquecento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Giardini Salvi
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Secondo la leggenda, nel 1454 Rinaldo da Angarano e Vieri da Vallonara giocarono a Marostica una partita con scacchi viventi su un'enorme scacchiera appositamente dipinta nella piazza del Castello, per ottenere la mano di Lionora, la figlia del castellano Taddeo Parisio.
Dal 1954 questa fantastica sfida viene riproposta ogni due anni e costituisce una vera e propria festa cittadina, con tanto di sfoggio di tipici costumi del Quattrocento.
Oltre alla scacchiera ormai famosissima, e' meraviglioso tutto il complesso medievale, uno dei piu' importanti del Veneto. Del Castello Superiore, posto sul colle adiacenti la cittadina, partono le due muraglie fortificate; queste abbracciando tutto il nucleo storico, si incontrano piu' in basso nel Castello Inferiore, che ha subito recentemente un restauro.
Fuori dalla cinta, oltre le tre porte, si possono visitare gli intricati sobborghi, tra cui il borgo di Giara, originario nucleo di Marostica.

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  • Provincia Vicenza
  • Comune Marostica
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  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Contrà Pusterla
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Pubblicato in Mulini ad acqua

L'oratorio, annesso all'antico omonimo ospizio, fu costruito nel 1658 ad opera del vicentino Antonio Pizzocaro. E' costituito da un vano rettangolare molto alto di architettura semplice e disadorna come l'attiguo ospizio. All'esterno corona l'edificio una cornice su dentelli ricurvi di tradizione scamozziana.

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  • Periodo storico Seicento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Contrà de Proti 5
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Il palazzo, voluto dal conte Montano Barbaran, sta vivendo un nuovo splendore dopo un lungo restauro. L'edificio ospita la sede del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio ed il Museo Palladiano, dedicato alla figura e all'opera di Andrea Palladio.
Palladio lavorò a questa costruzione contemporaneamente alla pubblicazione del suo trattato (1569-70), come rammenta egli stesso.
La facciata solenne è arricchita da un duplice ordine ionico (fascia inferiore) e corinzio (fascia superiore) e da decorazioni ai lati delle finestre del piano nobile. Anche le sale interne del pianterreno ed il salone sono decorati da ricchi stucchi. L'attico è caratterizzato da finestre quadrate e pilastrini.
L'assimmetria della facciata è causata, nota Martin Kubelik, dal fatto che il proprietario acquistò in un secondo momento un'ulteriore area, sufficiente per costruire altri due intercolumni. Anche costruendo questo palazzo, Palladio seppe adattarsi e rispettare il sito e la rete viaria esistente, a scapito dell'ortogonalità delle strutture.

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  • Periodo storico Cinquecento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Contrada Porti 11
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In Vicenza sopra la piazza, che volgarmente si dice l'Isola, ha fabricato secondo la mia inventione, che segue, il Conte Valerio Chiericati, cavallier & gentil'huomo honorato di quella città. Ha questa fabrica nella parte di sotto una loggia davanti, che piglia tutta la facciata...
Il palazzo venne ideato da Palladio nel 1550 ed è universalmente riconosciuto come una delle sue maggiori opere.
L'edificio, incompleto, fu costruito per una piccolaparte nel corso della vita di Palladio e di lavori ebbero seguito nel secolo decimosettimo (1680 ca.). Il corpo occidentale del cortile venne realizzato nell'Ottocento. Giovanni Miglioranza demolì, inoltre, la casa confinante segnante il trapasso della piazza dell'Isola nel corso, mutando il contesto originario.
Andrea Palladio seppe ideare una fabbrica straordinaria ed adattarla a questo luogo fondamentale delle comunicazioni, sia fluviali che terrestri, tra Vicenza ed il Veneto orientale.
Martin Kubelì sottolinea che, essendo rivolta al porto esistente in quest'area, "la facciata palladiana si apre non solo su un'importante piazza vicentina, ma oltre verso tutta la terraferma e simbolicamente verso tutta la proprietà veneziana in Oriente. Non basta - aggiunge lo storico - allora ammirare questa facciata per le sue proporzioni armoniche e per il suo unico chiaroscuro, ma anche per la sua espressione urbana ed extraurbana".
Si noti che la sezione superiore della facciata, con il corpo centrale chiuso e le due logge laterali, ripropone lo schema della residenza suburbana.
Gli interni del palazzo conservano la decorazione cinquecentesca ad affresco di Domenico Brusasorci e di Battista Zelotti.

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  • Periodo storico Cinquecento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Piazza Matteotti
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La storia di Palazzo Leoni Montanari ha inizio nel 1678, quando Giovanni Leoni Montanari decise di far erigere una grande residenza, nello stesso luogo dove la sua famiglia possedeva già alcuni stabili, usati non soltanto come abitazione, ma anche come laboratorio di filatura della seta. I Leoni Montanari erano una famiglia che aveva raggiunto una solida posizione economica con la produzione e il commercio dei tessuti. In quegli stessi anni erano alla ricerca di una promozione sociale, e chiedevano insistentemente alla municipalità vicentina di essere accolti nel ceto nobiliare. La costruzione del palazzo serviva dunque a fornire un’eloquente testimonianza delle aspirazioni della famiglia e del nuovo ruolo che ambivano a ricoprire nella vita cittadina. Queste vicende determinarono le peculiarità stilistiche dell’edificio. Palazzo Leoni Montanari è l’unica residenza dichiaratamente barocca di Vicenza, una città che volle sempre rimanere fedele al magistero artistico classicista dell’architetto Andrea Palladio. La scelta di un linguaggio architettonico estraneo al tessuto urbano vicentino intendeva stupire con la sua originalità, ma anche evidenziare il distacco dai gusti decisamente conservatori dell’aristocrazia locale. La documentazione d’archivio non ha ancora fornito risposte certe sugli autori della costruzione, che si svolse in due fasi distinte, ed ebbe termine nel secondo decennio del Settecento. È stato ragionevolmente ipotizzato l’intervento dell’impresa edilizia vicentina dei Borrella e dell’architetto lombardo Giuseppe Marchi.
La Loggia d’Ercole è l’ambiente maggiormente caratteristico del piano nobile di Palazzo Leoni Montanari e quello più riccamente decorato. Motivi floreali, putti e figure femminili sembrano letteralmente straripare dalle pareti.Il motivo centrale della composizione è la nicchia con la monumentale statua di Ercole. Il dio greco brandisce la clava con la quale sta per infliggere il colpo definitivo al drago Ladone, custode del mitico Giardino delle Esperidi. Le pitture della Loggia sono opera di Louis Dorigny. Gli ovali del soffitto sono dipinti a monocromo. Ognuno di essi ospita una figura della mitologia greca. Nelle lunette degli archi sono dipinti episodi storici, non sempre chiaramente identificabili. Lo stile narrativo è simile a quello che si è già potuto osservare nella Sala dei quattro continenti. Sopra alla grande statua di Ercole è raffigurato l’incontro tra Alessandro Magno e il filosofo Diogene. La lunetta sopra la porta d’ingresso ospita la figura di Euclide attorniato dai suoi discepoli.Le tre arcate che si affacciano sul cortile interno, oggi chiuse da ampie vetrate, erano originariamente aperte e questo spiega l’impegnativo lavoro di restauro reso necessario per restituire all’originaria dignità la decorazione della Loggia.

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  • Periodo storico Settecento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Contrà Santa Corona 25
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Palazzo Porto-Colleoni, sul fianco sinistro di palazzo Iseppo da Porto di Palladio, risale a circa il 1460. A due soli piani, aveva in origine la facciata affrescata. Durante i lavori di restauro degli anni '30 del '900, le tracce degli affreschi furono rimosse e la muratura in cotto pose in eccessivo risalto il marmo della quadrifora e del portale con lo stemma dei Porto. Varcato l'androne d'ingresso si apre uno dei pochi giardini del centro storico di Vicenza sul quale si affaccia una loggia architravata. Qui nel 1539 si allestì, su disegno di Sebastiano Serlio, un teatro classico semicircolare ligneo che fu esempio per Palladio nella realizzazione dell'Olimpico.

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  • Periodo storico Quattrocento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Contrada Porti 19
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Il progetto di Palazzo Thiene venne pubblicato da Andrea Palladio nel suo trattato "I Quattro Libri d'Architettura". Tuttavia, come ricorda Martin Kubelek in un recente saggio, indagini archivistiche affermerebbero che la fabbrica potrebbe essere invenzione di Giulio Romano, e Palladio, in quel caso, ne sarebbe stato solo l'esecutore. Il grandioso progetto prevede una costruzione a pianta quadrata che avrebbe occupato l'area dell'attuale isolato compreso tra Contrà  San Gaetano Thiene, Stradella Banca Popolare, Contrà  Porti e Corso Palladio. Tra il 1556 ed il 1558, fu eretta una piccola sezione all'angolo di Contrà  San Gaetano Thiene e di Stradella Banca Popolare. Sicuramente, nota sempre Kubelek, se Palladio avesse realizzato il palazzo nella sua interezza, non avrebbe potuto rispettare l'ortogonalità  delle strutture disegnate nei "Quattro Libri..." a causa dell'area non regolare ed insufficiente a contenere il complesso monumentale.
La facciata esistente presenta due piani: l'inferiore è caratterizzato da un bugnato rustico in pietra ed in mattoni intonacati, mentre il superiore, a bugnato leggero, è ritmato da paraste di ordine corinzio e da finestre. Quest'ultime sono a tabernacolo: un piccolo frontone, alternativamente centinato e triangolare, corona due colonne di ordine ionico. Del cortile furono innalzati solo due lati: "circondato intorno da loggie di pilastri di primo ordine rustichi, e nel secondo di ordine composito... Le stanze di questa fabrica ch'ora sono finite; sono state ornate di bellissimi stucchi da Messer Alessandro Vittoria, & Messer Bartolomeo Ridolfi; e di pitture da Messer Anselmo Canera, & da Messer Bernardino India Veronesi, non secondi ad alcuno de' nostri tempi". (A. Palladio)

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  • Periodo storico Cinquecento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Contrada Porti 12
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Il palazzo di Francesco ed Enea Thiene ha vissuto una lunga vicenda costruttiva apertasi nel 34 circa e continuata sino al secolo decimottavo.
La presenza del Palladio è universalmente accettata per quanto riguarda una fase iniziale dei lavori della fabbrica che venne, però, portata a termine dall'architetto Vincenzo Scamozzi.
Tredici anni dopo la morte di Andrea, avvenuta nel 1580, l'edificio veniva ancora indicato come "non finito".
La facciata sul corso consta di due piani e di un piano attico.
Il primo è caratterizzato da otto semicolonne di ordine corinzio e da un bugnato leggero. Il secondo ripropone le semicolonne corinzie e sette finestre a capitello con frontoncini alternati. Al piano nobile della facciata rivolta verso il cortile, come evidenzia Remo Schiavo, "l'aerea loggia si apre al volo di un perfetto arco" e guarda il giardino. Il lato affacciantesi su Piazza Castello denota la matrice scamozziana.
Gli interni conservano decorazioni ad affresco di Paolo Guidolini e Giacomo Chiesa.

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  • Periodo storico Cinquecento
  • Provincia Vicenza
  • Comune Vicenza
  • Indirizzo Piazza Castello
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Nostri riferimenti

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